PARAGUAY TENES QUE SENTIRLO

Dalla vostra inviata oltreoceano, cha ha lasciato il bellissimo Brasile per raggiungere il cosiddetto “Cuore dell’America Latina”: il Paraguay. Passare da un Paese che sta sulla bocca di tutti a uno che, prima di arrivare su questo continente, era solo una parola dispersa tra tanti discorsi dà una strana sensazione. È come arrivare in wonderland e ad ogni sentiero incontrare personaggi nuovi e cose che, fino a che non ti si parano davanti, non avresti mai immaginato.

Ora sono nella capitale, Asuncion. È una città molto ampia, da sola rappresenta un dipartimento autonomo – uno stato federale -, molto traffico, pochi palazzi e tante belle case in centro, dove dimora l’elite della cittadinanza e un po’ più rustiche verso la periferia. Mentre in Italia, il freddo ha ghiacciato l’acqua nelle tubature, qui il caldo ha raggiunto temperature per me inaccettabili: 44/46°. Credere di sentire un po’ la mancanza dell’inverno potrebbe darvi un’idea di come un’amante del caldo stia soffrendo? A differenza dell’Italia, che è sprofondata economicamente con il resto del Sud Europa, il Paraguay statisticamente è il secondo Paese che sta crescendo più velocemente. Tuttavia, come nella maggior parte dei Paesi in Via di Sviluppo, come il Brasile, le statistiche non parlano del fatto che la ricchezza si concentra sempre nelle mani di pochi e più del 50% della popolazione si trova in stato di povertà estrema.

Tuttavia, ancora una volta, il continente americano mi lascia una strana sensazione di meraviglia: forti tradizioni e patriottismo, voglia di emergere e di mostrare il bello del proprio Paese. Sarà che il Paraguay esce da anni di dittatura solo nel 1989? sarà che subì guerre e conflitti dai Paese limitrofi? sarà che perché una nazione possa sentirsi essere unica e unita sotto la stessa bandiera debba passare dal peggio? Mi fermo a riflettere sul mio Paese, su quanto ci si lamenta senza fare nulla, su quanto non si valorizza quello che si ha, su quanto sia facile dare la colpa agli altri e non si guarda a se stessi: leader di nulla. Mi fermo a riflettere sul mio Paese, che dopo la seconda guerra mondiale ne ha ancora passate tante e ancora ne passerà; e penso alle tradizioni perse, alle cattive abitudini mai dimenticate e alle persone che hanno deciso di restare e di non andare via; ma saranno queste persone in grado di ricordare cosa significa apprezzare quello che si ha? Saranno queste persone in grado di fare emergere un sogno comune come la popolazione del Paraguay?

Guardo negli occhi dei giovani come me… parlano di sogni e viaggi e quello che resta delle loro parole è un semplice: voglio andare nel mondo per far conoscere il mio Paese, apprendere e tornare per fare qualcosa di meglio, io voglio essere ambasciatore del Paraguay, perché è un Paese bellissimo, perché non vorrei vivere in un altro posto ed è giusto che il mondo lo sappia.

giuseppina cuccurullo

  2 comments for “PARAGUAY TENES QUE SENTIRLO

  1. giuseppina
    28 febbraio 2012 at 18:32

    Carissima, spero tu sia, per noi, ambasciatrice dell’Italia in Paraguay. Nessuno, meglio di te, può farlo. A presto.

  2. costanza
    3 ottobre 2012 at 15:55

    stupendo! vorrei tanto avere informazioni sul Paraguay! ti lascio la mia email e ti prego di scrivermi al più presto avrei delle cose da chiederti sul paese, in quanto su internet non trovo i formazioni chi meglio di te potrebbe darmele.. grazie

    costanzaludo@libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *