“VITA INDOCENTE”: ROBERTA ED EMANUELA NEL MONDO DEGLI INSEGNANTI PRECARI

Due giovani docenti precarie, Maria e Stella, si incontrano per la prima volta sul pullman che le porta alla scuola di Caropepe, remoto paesino dell’entroterra siciliano, dove sono state mandate ad insegnare rispettivamente lettere e filosofia. “Vita Indocente” parla del loro incontro e delle mille peripezie che le due giovani amiche si ritrovano improvvisamente a vivere: interminabili viaggi per raggiungere il posto di lavoro, un rapimento, i drink tra amiche e i sogni che inevitabilmente ogni giovane neolaureato fa sul suo futuro.

Non si tratta di storie inventate, ma sono le vite delle autrici di quello che, in pochi mesi, sta diventando un vero e proprio caso letterario in Italia! Roberta Busacca ed Emanuela lo Presti ci accompagnano nel loro mondo (o meglio in quello di Maria e Stella!) e, pagina dopo pagina, dipingono quadretti di vita comici e allo stesso tempo desolatamente sconvolgenti. Situazioni al limite del surreale e degne dei migliori cabarettisti si alternano ad atmosfere alla Sex and the City perché essere precarie non significa necessariamente rinunciare al rossetto giusto.

La prima curiosità che devo togliermi è quella di sapere chi è Maria e chi è Stella!

ROBERTA: «Io sono Maria!».

EMANUELA: «Io ovviamente sono Stella».

Quanto c’è di voi in questi personaggi?

EMANUELA: «Direi che siamo noi al cento per cento! Roberta è l’insegnante di lettere, fervente politica e che non si separa mai dal suo amato poster di Marx; mentre io insegno filosofia e sono anche quella che, tra le due, è più legata alla sua Sicilia».

ROBERTA: «Esatto! Ricordo che Emanuela ha avuto una brevissima esperienza lavorativa a Novara ed è subito fuggita in Sicilia; mentre io ho deciso di spostarmi ed ora insegno in provincia di Pavia. Ovviamente il poster di Marx l’ho portato con me!».

Quindi devo dedurre che anche gli altri personaggi del libro (si tratta di insegnanti precari) sono reali!

ROBERTA: «Certo! Sono tutti reali, anche se possono sembrare personaggi inventati perché decisamente particolari. Molte volte la realtà riesce a superare la fantasia!».

A proposito dei personaggi, tutti loro hanno nomi particolari che richiamano molti politici italiani.

EMANUELA: «L’idea era quella di prendere un po’ in giro la nostra classe dirigente tanto di destra quanto di sinistra! Unisci, ad esempio, il nome delle protagoniste ed avrai quello dell’ex Ministro dell’istruzione».

ROBERTA: «Questo solo per fare un esempio! Nel libro incontriamo Rosy Bimbi, Michela Vittoria Barilla, Italo Bottino, Mara Guadagna fino ad arrivare a Silvio che è l’insegnante precario che decide di dirottare il pullman su cui viaggiano quotidianamente tutti i docenti precari e rapirli».

Volevo proprio arrivare a questo punto! Nessuno vi ha mai rapite, vero?

ROBERTA: «Questo non è mai successo! Tuttavia, non è inverosimile che possa accadere: Silvio ha 53 anni, ha una moglie e due figli da mantenere ed è un insegnante precario. Per avere un lavoro deve aspettare che uno dei suoi colleghi si ammali di modo che lui possa sostituirlo. È chiaro che chiunque potrebbe pensare di rapire un gruppo di insegnanti per essere chiamato a far supplenza».

EMANUELA: «Volevamo chiaramente creare una situazione surreale e comica che, però, riuscisse a far capire la tragicità in cui versano quotidianamente gli insegnanti precari. Insomma, viviamo sempre in attesa di una chiamata per supplire il collega malato. Non è esattamente il massimo dell’aspirazione. Oggi insegnare non è un semplice lavoro, ma una missione ed una passione!».

Mi spiegate come funziona il mondo delle graduatorie?

ROBERTA: «Tieniti forte perché si tratta di fare un viaggio movimentato! Innanzitutto bisogna dire che a partire dal 2000 è stata istituita la S.S.I.S. (scuola di specializzazione all’insegnamento secondario) che, dopo due anni, ti garantisce l’abilitazione all’insegnamento presso le scuole secondarie e ben 42 punti in graduatoria. Qui è nato il primo problema perché i nostri colleghi che avevano ottenuto l’abilitazione mediante concorso (questo era il sistema vigente prima dell’istituzione del S.S.I.S.) si erano visti superati da noi nelle graduatorie in quanto avevamo più punti. Ogni anno un insegnante precario può salire in graduatoria maturando fino ad un massimo di 12 punti. Questi 12 punti, però, sono quasi un miraggio perché si tratta di ottenere delle supplenze per ben 165 giorni circa nell’arco di tutto l’anno scolastico».

E quando si ottiene la cattedra?

EMANUELA: «Quando? Diciamo che se riesci a raggiungere un determinato punteggio massimo, sei sicuro di ottenere il ruolo. Il punteggio varia non solo dalla materia insegnata, ma anche dalla regione in cui ti trovi. Insomma, più alto è il numero dei precari in graduatoria e più alto sarà il numero dei punti che ti serviranno per ottenere il posto fisso. Ad esempio, al Sud si richiedo molti più punti perché il numero di candidati in graduatoria è più elevato in quanto gli sbocchi lavorativi  nel settore privato sono molti di meno che in settentrione».

Questo favorisce una migrazione al Nord di molti insegnanti meridionali?

ROBERTA: «Certo! Nelle provincie del Nord ci sono più possibilità di ottenere il posto fisso in meno tempo. Una migrazione del tutto legittima, nonostante il precedente Governo abbia tentato di bloccarla con una serie di provvedimenti “blinda graduatorie” che secondo me sono del tutto incostituzionali!»

In che senso?

ROBERTA: «Il precedente Governo cercò più volte di inserire nel Decreto Milleproroghe n. 225/2010 una norma che impediva agli insegnanti precari meridionali la libertà di spostarsi al Nord! Negare a qualunque lavoratore una simile libertà è palesemente incostituzionale! Nelle pagine finali del libro questo tema è spiegato molto bene, dal momento che riportiamo fedelmente ogni provvedimento del Governo Berlusconi».

Oggi qual’è la situazione legislativa?

ROBERTA: «Berlusconi si è dimesso, c’è un governo tecnico guidato da Monti ed il nostro nuovo ministro si chiama Profumo. Detto questo, è cambiato molto poco: all’interno del cosiddetto “decreto Cresci Italia” è stato inserito un disegno che istituirebbe di nuovo il concorso per ottenere l’abilitazione ad essere immediatamente docente. Si tornerebbe, dunque, alla situazione antecedente all’istituzione del S.S.I.S. A questo punto mi chiedo cosa ne sarà dei precari del vecchio ordinamento (il S.S.I.S., per intenderci!) e se prima di concedere la cattedra ai nuovi abilitati si esauriranno le vecchie graduatorie ancora stracolme di precari. È ancora presto per dare un giudizio certo perché si sa ancora poco al riguardo!».

Abbiamo parlato di graduatorie, abilitazioni, punti e supplenze; ma concretamente come fa a sopravvivere un precario?

EMANUELA: «Bella domanda! Ovviamente lo stipendio varia a seconda del numero di ore che insegni: puoi riuscire a prendere uno stipendio pieno quanto uno molto più basso. Questa “altalena salariale” non ti dà alcuna sicurezza economica e non ti permette di accendere un mutuo per un’automobile (figuriamoci per una casa!), di avere dei bambini ed una tua famiglia. Così molti di noi, già trentenni o quarantenni, sono costretti a vivere con i loro genitori, nonostante tutto ciò possa essere estremamente frustrante! Credo che a questo proposito sia emblematico uno scambio di battute tra le protagoniste quando scoprono di essere state rapite insieme ai loro colleghi. Stella piange e dice all’amica che sarebbe morta da precaria e piena di rimpianti e Maria le risponde che lei quel giorno aveva appuntamento per comprare il suo abito da sposa. Insomma, abbiamo dei sogni da realizzare quando non saremo più precarie!».

Secondo voi ci sono delle possibili ricette al problema del precariato degli insegnanti?

ROBERTA: «Ci sono sempre delle soluzioni e bisogna aver la volontà di attuarle! Mi vengono in mente rimedi che non solo garantirebbero più posti di lavoro, ma anche una migliore qualità dell’istruzione italiana, come: una seria lotta alla dispersione scolastica, lo “smezzamento” delle classi che oggi sono troppo affollate e non permettono al personale scolastico di seguire gli alunni come dovrebbero e la reintroduzione dei famosi rientri pomeridiani che garantirebbe agli studenti di rendere proficuo il loro pomeriggio e ai genitori, che sono sempre più impegnati al lavoro, di sapere dove il figlio si trovi».

Un’ultima domanda: vi aspettavate che il vostro libro ottenesse tanto successo e avete in mente un sequel?

EMANUELA: «Non potevamo immaginare che “Vita Indocente” potesse avere così tanto successo. Quando abbiamo deciso di scriverlo (tra un’ora buca ed un’altra!) ci siamo divertite come delle pazze, ma eravamo convinte che facesse ridere solamente noi».

ROBERTA: «Per quanto riguarda la possibilità di un secondo libro, posso anticiparti che è in cantiere e che si chiamerà “Freni Italia”!».

Per chi volesse acquistare il libro, vi informo che è disponibile in tutte le librerie italiane alla modicissima cifra di 8 euro!

“VITA INDOCENTE” di ROBERTA BUSACCA ed EMANUELA LO PRESTI edito da ARACNE.

 

marcello bonazzi

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