#Venezuelamueretucallas un tweet urlato per il Venezuela


Un grido d’aiuto dal Venezuela, paese che mi ha dato le origini e al quale appartiene ancora il mio cuore. La storia la sappiamo: Hugo Chavez Frias (1954-2013) è diventato presidente del Venezuela nel 1998, eletto democraticamente dal popolo. I suoi cavalli di battaglia erano quelli di un uomo, un militare, venuto dal basso che era riuscito a diventare Presidente della Repubblica del suo paese, la maggiore carica istituzionale. Il riscatto della gente povera, la creazione di uno stato socialista più giusto, che potesse guardare al fabbisogno di tutti e che non fosse governato da un’oligarchia fino a quel momento padrona della maggior parte delle ricchezze; ridistribuire i proventi del petrolio per togliere i bambini dalla strada, creare un sistema sanitario e scolastico degno di un paese ricco come il Venezuela.

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Dopo quindici anni di socialismo Bolivariano (così lo chiamava Chavez nei suoi discorsi) e ad un anno dalla sua scomparsa tutto questo rimane un miraggio e una sfortunatamente ancora una speranza. Il Venezuela di oggi è un paese più povero di prima a causa di politiche economiche scellerate: mancano i generi di prima necessità (latte, pane, uova, ecc), la corruzione è superiore a quella che c’era prima del regime Bolivariano, il sistema scolastico statale praticamente non esiste e ci sono Ospedali pubblici dove non è detto che ci siano i fili di sutura per effettuare il più semplice degli interventi.

Il tasso d’inflazione è oltre il 30% ed esiste un mercato nero di dollari ed euro. Il Venezuela da quasi quindici anni non è più un paese libero, Chavez l’ha piano piano portato ad essere un’appendice di Cuba sull’entroterra; tale lavoro è stato continuato dai governanti odierni, il presidente Maduro e il presidente del Parlamento Diosdado Cabelllo; ci sono prigioni militari dove vengono rinchiusi dissidenti politici e, come si è visto ultimamente, è stata messa in atto una repressione feroce (ad opera della guardia Nacional e delle milizie del popolo create dal regime) contro le manifestazioni studentesche.

La bandiera con sette stelle pre Chavez

La bandiera con sette stelle pre Chavez

La manifestazione organizzata su Twitter in dato odierna (#Venezuelamueretucallas) ha l’intento di diffondere e far conoscere nel mondo la crisi del Paese e cercare delle prese di posizione dai capi di stato e di governo a cui verrà inviato il Tweet. Il messaggio dev’essere poi esteso a personalità influenti del giornalismo, dello sport e dello spettacolo. La cassa di risonanza potrebbe essere enorme e porterebbe alla luce la crisi di un paese (dove gli interessi economici europei e non sono altissimi) e la vera faccia di regime che si è sempre nascosto dietro la parola “democratico”. Vi invito quindi ad usare l’hashtag  #venezuelamueretucallas e spedirlo al vostro capo del governo, al la persona più influente dell’opposizione, al giornalista più “influente” e allo sportivo più rappresentativo del vostro paese.

matteo claudio da vià

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