Arts & Foods. Rituali dal 1851. Una mostra da non perdere alla Triennale di Milano

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Sharon Core, Apples in a Porcelain Basket, 2007 © Sharon Core, Courtesy of the Artist and Yancey Richardson.

Arts & Foods. Rituali dal 1851 è la mostra a cura di Germano Celant che si terrà alla Triennale di Milano dal 9 aprile al 1 novembre 2015. Grazie alla regia architettonica dello Studio Italo Rota, lo spettatore ha modo di immergersi fisicamente in un percorso spettacolare in cui opere d’arte, disegni e maquettes di architetti, film, oggetti, documenti, libri, menu e copertine di dischi articolano una narrazione che cala l’opera e l’immagine nel proprio contesto storico, sociologico e antropologico.

Arts & Foods secondo Germano Celant

Che cosa racconta? Negli spazi interni ed esterni della Triennale – 7.000 metri quadri circa tra edificio e giardino – Arts & Foods metterà a fuoco la pluralità di linguaggi visuali e plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851, anno della prima Expo a Londra, fino ad oggi hanno ruotato intorno al cibo, alla nutrizione e al convivio. Una panoramica mondiale sugli intrecci estetici e progettuali che hanno riguardato i riti del nutrirsi e una mostra internazionale che farà ricorso a differenti media così da offrire un attraversamento temporale, dallo storico al contemporaneo, di tutti i livelli di espressività, creatività e comunicazione provenienti da tutte le aree culturali.

Tre motivi per visitarla:

  1. Attraverso una prospettiva stratificata e plurisensoriale Arts & Foods, con l’allestimento dello Studio Italo Rota, cercherà di documentare gli sviluppi e le soluzioni adottate per relazionarsi al cibo, dagli strumenti di cucina alla tavola imbandita e al pic-nic, dalle articolazioni pubbliche di bar e ristoranti ai mutamenti avvenuti in rapporto al viaggio per strada, in aereo e nello spazio, dalla progettazione e presentazione di edifici dedicati alla produzione del cibo e ai suoi rituali.
  2. Arts & Foods permetterà di esplorare lo speciale legame tra le arti visive e l’argomento del nutrirsi e del convivio che saranno trattati sia in maniera positiva, svelandone i rituali e le specificità, sia sottolineandone eventuali idiosincrasie e problematicità.
  3. La mostra si arricchirà di capolavori concessi in prestito da musei, istituzioni pubbliche e private, artisti e collezionisti di rilievo internazionale.

Quale visione del futuro offre?
Il progetto enucleerà momenti e temi di rottura e avanzamento che si leggono nelle arti in relazione alla storia e all’evoluzione del cibo e dell’alimentazione in uno scenario espanso che traccia continue zone di attraversamento e di contatto fra le arti visive e i diversi settori delle arti industriali e della cultura di massa. Dai brevetti alimentari all’importazione in Occidente di nuovi cibi presentati e diffusi tramite le Esposizioni Universali alla rappresentazione del prodotto nell’arte degli anni Sessanta, dall’avvento del packaging e della pubblicità di massa, per arrivare all’uso delle nuove tecnologie sia nell’ambito dell’architettura e del design sia in quello dell’arte. La mostra ha l’intento di mostrare il futuro dei periodi documentati e l’avvenirismo delle scoperte legate all’alimentazione e al convivio, e la loro ricaduta su tutte le arti, verificando nuove prospettive di analisi e riflessione.

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Joe Colombo, Servizio di bordo Alitalia “linea ‘72”, AJC.0218, 1970 © Ignazia Favata – Studio Joe Colombo, Milano.

Quale interpretazione del Tema offre?
Arts & Foods si articolerà con un andamento cronologico che copre il periodo dal 1851 all’attualità, il tutto intrecciato alle testimonianze di artisti, scrittori, filmmakers, grafici, musicisti, fotografi, architetti e designer che, dall’Impressionismo e dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dalla Pop Art alle ricerche più attuali, hanno contribuito allo sviluppo della visione e del consumo del cibo. Una raccolta e un viaggio nel tempo che rifletterà creativamente il Tema dell’Esposizione Universale di Milano, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, attraverso centinaia e centinaia di opere, oggetti e documenti provenienti da musei, istituzioni pubbliche e private, collezionisti e artisti da tutto il mondo.

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 ARMAN, Artériosclérose, 1961 – Arman Studio Archive Number: APA#8002.61.005.

Da cosa prende ispirazione?
La presenza del cibo, dei luoghi del convivio e dell’alimentazione accompagnano da sempre la storia dell’arte. Nell’arte il cibo può assumere un valore “rappresentativo”, cioè raffigurare qualcosa d’altro oltre a se stesso. Quindi le immagini del cibo possono significare “altro”, sia sul piano rituale sia su quello simbolico e la mostra intende esplorare questi temi con una visione a 360 gradi sui linguaggi e con una prospettiva quanto più possibile globale.

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Subodh Gupta, Dada, 2014 – Courtesy the artist, Photo Ravi Ranjan.

In che modo dialoga con i visitatori?
La presenza di Arts & Foods in Triennale, cioè nel centro del tessuto urbano della città, e il legame con Expo Milano 2015 rappresentano l’occasione di porre la creatività a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare l’ambiente circostante, nel tentativo di essere un impulso verso nuove “sinapsi” nella rete dell’intelligenza collettiva che attraverserà ed animerà l’Expo. È un potente strumento per ri-significare, costruire senso e identità, portando nella contemporaneità la narrazione storica, nella quale il pubblico ha modo di ri-conoscere e ri-conoscersi.

expo2015.org

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